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IL BATTESIMO



Il battesimo è la porta di ingresso nella comunità cristiana: è stato così fin dagli inizi del cristianesimo.
Se guardiamo gli Atti degli Apostoli, leggiamo che dopo la predicazione, la conversione e la scelta di credere, viene amministrato il battesimo come gesto “ecclesiale” che accoglie nella comunità della Chiesa. Del resto il comando dato da Gesù è questo: “Andate, dunque, ed ammaestrate tutte le nazioni battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19).
Il battesimo è un dono del Signore risorto dato a noi attraverso la Chiesa: non ci si battezza da soli!
Normalmente il battesimo è amministrato da un “ministro ordinato” (diacono, sacerdote, vescovo), ma in casi particolari può essere chiunque, uomo o donna, e perfino un non credente o un non cristiano, purché sia consapevole e abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa.
Il simbolismo dell’acqua
Solitamente siamo abituati a pensare al battesimo come ad un rito che purifica, che lava dai peccati, soprattutto dal peccato originale. E questo anche perché, per amministrare il sacramento, viene usata l’acqua, che immediatamente ricorda ad un gesto di purificazione.
L’uso dell’acqua ha un significato molto ricco, che va cercato e letto nella Bibbia.
La prima acqua che si trova nella Scrittura è quella della creazione: da lì ha inizio la vita in tutte le sue forme (Gn 1, 9-13).
L’acqua del diluvio è come un battesimo da cui nasce un’umanità nuova (Gn 7, 8 e 9).
Il passaggio delle acque del Mar Rosso libera gli ebrei dalla schiavitù d’Egitto (Es 14).
L’acqua è fonte di vita per il popolo ebreo, pellegrino nel deserto (Es 15, 22-27).
L’acqua guarisce: Naaman il Siro guarisce dalla lebbra scendendo a bagnarsi per sette volte presso il fiume Giordano (2 Re 5, 1-14).
L’acqua del battesimo di Giovanni purifica dal peccato (Mt 3, 13-17).
Tutte queste dimensioni (creazione nuova, liberazione, nutrimento, guarigione, purifica-zione dal peccato…) sono richiamate dall’uso dell’acqua nel rito battesimale. Ma l’aspetto centrale del battesimo non è questo e va cercato più in profondità!
 
Anche Gesù è stato battezzato
Dobbiamo partire da Gesù che parla espressamente di un battesimo che lui stesso deve ricevere: “C’è un battesimo che devo ricevere e come sono angosciato finché non sia compiuto” (Lc 12,50).
 Questo battesimo non è semplicemente quello che ha ricevuto da Giovanni Battista, che è un segno di condivisione e di partecipazione alla condizione umana, ma si tratta di una immersione (significato del verbo greco baptizo) dolorosa perché immersione nel dolore e nella morte. Da questa immersione mortale Gesù è però uscito nel trionfo della resurre-zione e ha dato a tutti noi la possibilità di seguirlo per questa strada di morte/resurrezione, una strada perciò di vita, di vita vera ed autentica.
Si tratta di una rinascita dall’acqua e dallo Spirito, come dice Giovanni, e proprio acqua e Spirito erano presenti nella prima creazione.
Scrive Paolo: “Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo… Tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal 3, 27-28).Grazie al battesimo, infatti, ogni credente si unisce a Cristo e diventa cristiano, cioè come Cristo, unito al suo stesso destino.
 
La chiesa è una comunità di battezzati
Il battesimo non solo crea i cristiani, ma coinvolge anche la Chiesa, che nasce, cresce e si sviluppa proprio a partire dal battesimo dei suoi appartenenti. Attraverso il battesimo infatti siamo pienamente uniti alla comunità voluta ed istituita da Gesù. Nasciamo nuovamente, siamo una nuova creatura.
Uniti alla Chiesa siamo uniti a Cristo. Ora ci possiamo chiamare figli di Dio anche perché siamo stati purificati da ciò che offuscava l’immagine di Dio in noi, innanzitutto dal peccato originale.
Il battesimo è necessario per la vita spirituale di ogni credente, è necessario per la salvezza. Non c’è salvezza, non c’è vita eterna con Dio senza il battesimo, senza la reale immersione nella morte di Gesù e nella sua resurrezione.
 
L’accoglienza necessaria del sacramento
Da noi i bambini vengono battezzati sulla fede dei genitori, dei padrini o almeno di qualche parente, che chiedono per loro il sacramento. Il bambino che riceve il sacramento è ancora piccolo, ma, crescendo, comincerà ad essere responsabile del dono ricevuto e ad essere libero di accoglierlo nella vita. Il battesimo è quindi un dono da accogliere e da vivere continuamente nella conversione, perché porti frutto.
Si può dire che il battesimo contiene già tutto il programma di vita del cristiano: è come l’alba del nuovo giorno che però chiede poi di svilupparsi e questo avviene attraverso nuovi doni, che sono gli altri sacramenti, che traducono nelle tappe della vita ciò che inizialmente il battesimo stesso aveva dato.



Pubblicato da: mauro il 13.04.2010   |  Voto  

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